DICHIARAZIONE DI PIER LUIGI BERSANI SUL PROVVEDIMENTO DI RIDUZIONE DEI COSTI DELLA POLITICA – (Caduta Governo Monti)
Ultimo discorso della XVI legislatura dell'on. Bersani . Dimissioni Governo Monti : 21 dicembre 2012
Signor
Presidente, adesso io non vorrei rubare il mestiere ai commentatori
politici ma mi sembra che la situazione che si è venuta creando sia
piuttosto chiara. Primo: l'On. Berlusconi ha deciso di scendere in
campo. Secondo: scende in campo con il suo piatto forte da spartirsi
con la Lega, come abbiam sentito, e cioè "no Stato, no Europa,
no regole, no tasse, no comunisti, e così via.. "
La
discesa in campo e l'avvio, perchè di questo si tratta, della sua
campagna elettorale, vengono suonati in La maggiore, cioè
dichiarando subito che Monti è un usurpatore ed un affamatore del
popolo. Ora una persona in buona fede potrebbe chiedere "Ma
tutto questo dalla sera alla mattina? Tutto questo su un
provvedimento che incide fortemente sui costi della politica? Tutto
questo esponendosi all critica di volersi opporre alle norme
sull'incandidabilità?"
Queste
domande sarebbero giuste se fatte da uno che avesse vissuto su Marte
in questi ulti mi 10 anni perchè in realtà noi conosciamo bene in
corenza la spregiudicatezza di chi ha compiuto questi gesti in queste
ultime ore e che quindi non c'è niente di nuovo sotto il sole.
Invece
si può tradire seriamente dell'amarezza di vedere l'eterno ritorno
di quelle strade che ci hanno portato al disastro, in un paese che
avrebbe un darmmatico bisogno di un'assunzione di responsabilità da
parte di tutti. Ma alla fine mi chiedo e chiedo ai colleghi del pdl,
e chiedo sinceramente: cosa si poteva aspettarsi d'altro. Poco più
di un anno fa è caduto il governo Berlusconi, in un intero anno, noi
non abbiamo mai, dico mai, avuto notizia di una discussione in casa
vostra sul seguente o.d.g. "Ma negli ultimi 10 anni abbiamo
forse sbagliato qualcosa?" Ora noi non abbiamo mai saputo se
questa ipotesi vi abbia mai sfiorato, nè a proposito dell'azione del
governo, nè a proposito del personalismo, si potrebbe dire
padronale, del vostro meccanismo politico. Ora è evidente che se non
c'è niente da riflettere su questo, niente da cambiare, è ovvio che
il governo Monti, dal vostro punto di vista, non è una trasizione
verso un'altra cosa, come per noi, no, è una parentesi: la apri, la
chiudi e torna tutto come prima. Ora, il problema è, cari colleghi
della pdl, che in Italia ci siamo anche noi guardate, e le domande
che non vi fate - le domande che voi non vi fate - ve le facciamo
noi, a una a una, a proposito anche dell'intervento di ieri dell'On.
Cicchitto, cominciate a rispondere a queste domande: ma pensate o no
di avere qualche responsabilità se l'Italia è là dove non doveva
essere, sul punto più esposto della crisi. Non c'era ragione che
fossimo lì, non c'era ragione che fossimo in squilibrio di finanza
pubblica: più spesa corrente, più tassazione, più debito, ancor
prima della crisi. Colleghi leghisti venite a dire di recessione? Ma
lo sapete che dal 2007 noi perdiamo 20 punti di produzione
industriale? Lo sapete che sono 5 anni buoni che il reddito delle
famiglie va giù, e quindi i risparmi e quindi i consumi? Allora
attenzione bene, ci si raccontava in quegli anni che la crisi era
psicologica, che stavamo meglio degli altri, voi ci avete raccontato
questo. Siete stati degli irresponsabili. i r r e s p o n s a b i l
i. Voi e tutti quelli in giro per l'italia che hano fatto finta di
credervi, sperando che si bagnasse solo la "terza classe",
per egoismo sociale. E non c'era neanche ragione che ci fosse un
solco così profondo tra politica e cittadini, che fosse così ampio
il discredito, pensate di non aver avuto niente a che fare con
questo? Pensate di aver svolto il vostro compito con disciplina e
onore come dice la Costituzione? Pensate questo? O avete qualcosa da
chiedervi? E chi ha firmato in Europa – ecco lì Della Vedova –
chi ha firmato, non potendo portare riforme e credibilità, chi ha
firmato un patto del pareggio strutturale sul bilancio dell'anno
prossimo! Solo noi ce l'abbiamo. E il paese è il più in recessione
dopo la Grecia. Chi ha firmato? Ha firmato Monti? No ha firmato
Berlusconi e Tremonti. Loro hanno firmato. E quindi da lì derivano
le manovre, i tagli, le tasse, l'IMU non è la tassa di Monti è la
tassa di Berlusconi e Tremonti. Ora, non è che quello quello che ha
fatto e fa il governo Monti a noi piace, lo sapete benissimo,
l'abbiamo detto, però noi abbiamo una parola sola. L'abbiam detta
qua un anno fa : che noi saremo stati leali e saremo leali, cercando
di correggere , dicendo le cose che non ci piacciono. Saremo leali,
siamo pronti ad essere leali fino alla fine della legislatura. Leali
nel sostegno al governo e leali all'indicazione del Capo dello Stato,
guardate, che ancora una volta saprà guidarci in questo frangente
difficile. Ora. Leali, sì, leali si può ma ingenui no, ingenui no,
guardate. Perchè non potete mica pensare che noi oltre il peso della
transizione, ci mettiamo sulle spalle il peso della vostra propaganda
eh! Questo non esisterà. Quindi attenzione agli argomenti. Voi avete
il coraggio di motivare la vostra improvvisa decisione con la
situazione del paese... la venite a dire a noi la situazione del
paese? Che non c'è lavoro, che saltan le imprese, che non girano i
soldi? Lo dovete dire a noi? Lo sappiam bene, ma non penserete si
possa credere che in giro per l'Italia la medicina possa venire da
Berlusconi, Tremonti, Calderoli ecc... quelli che ci han portato fin
qua... O pensate di logorar la situazione caricando su di noi tutto
quello che capita .. guardate venite via dai tatticismi se mai ne
avete in mente. Oggi è successo qualcosa di più profondo. Non è
una buona giornata per l'Italia, perchè quì muore la speranza che
il centrodestra italiano possa dare un suo contributo di cambiamento,
di innovazione di cui il paese ha bisogno da tutti i lati. E' questa
la notizia importante di oggi: è una speranza che muore, una
possibilità che muore e davanti a questa speranza che muore noi ci
prendiamo l'impegno, per quel che riguarda noi, il nostro fronte, a
continuare a costruire sul nostro versante, una politica nuova. Una
politica che rivendichi il suo ruolo ma conosca il suo limite, una
politica non personalistica e non demagogica, una politica aperta,
trasparente, che attiva la partecipazione, che accetta la
contendibilità dei ruoli che ci sono in politica e che fa da
supporto alle espressioni del libero civismo. Una politica al
servizio dell'espressione di un civismo, di una riscossa civica di
questo paese. Ecco. Noi, noi, siamo fuori da ogni logica di
formazioni politiche personali che hanno portato guai per l'Italia.
Noi ribadiamo invece il nostro messaggio sarà quello di uno sforzo
collettivo dove chi ha di più dovrà dare di più, non siamo quelli
dell'uomo solo al comando, non ci crediamo. Ora voi oggi, diciamo,
scuotete l'albero di questa transizione, ne impedite uno svolgimento
ordinato, prendete a pretesto problemi del paese che voi stessi avete
ingigantito, vi predisponete ad una campagna in cui si vedono già le
note: quelle del populismo. Gli italiani decideranno. Se voi
proporrete favole noi non le proporremo, non proporremo favole, se
voi proporrete l'uomo del miracolo, noi parleremo di uno sforzo
comune dove chi ha di più deve dare di più. Lasceremo a voi, nel
solco classico di quel che abbiam già visto, tutti gli effetti
speciali, le campagne di comunicazione, i cieli azzurri, i soli in
tasca, tutto voi. Noi andremo sobri, dicendo due parole: moralità e
lavoro. Non ce le ha spiegate nessun comunicatore, le abbiamo sentite
in un viaggio che abbiamo fatto con milioni di persone. E quindi, se
per voi è ancora il tempo dell'uomo solo al comando, per noi è il
tempo nuovo della verità, della partecipazione, della riscossa
civica, del cambiamento e abbiamo l'ambizione, ve la dico, di
metterci alla testa di questo cambiamento. Grazie.